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Mangiare in Giappone: non solo sushi

Chi arriva la prima volta in Giappone non è mai preparato fino in fondo a ciò che lo aspetta, a meno che non si sia letto valanghe di libri, articoli e fumetti che parlino anche della vita quotidiana giapponese, non soltanto delle cose più superficiali. Io per esempio sapevo dell'usanza (fra l'altro meno male che c'è, altrimenti sai che dramma ordinare senza parlare la lingua) di presentare una copia finta dei piatti, fuori dai ristoranti in plastica (o cera). In apposite vetrine, si possono vedere le specialità della casa riprodotte perfettamente in 3d. Ma chi non lo sa rimane un po' sorpreso le prime volte.
Come di fronte alla macchinetta per ordinare il cibo che si può trovare all'ingresso di qualche ristorante. Si seleziona il tasto giusto, si introducono gli spiccioli e poi si entra, una cameriera porterà i piatti pronti al tavolo.

Invece la sopresa per me è stata quella di scoprire quanto variegata e buona sia la cucina giapponese. Non esiste solo il sushi e sashimi (per fortuna). Oltre a un ottimo tofu (niente a che vedere con quello che si mangia da noi) ho scoperto che esistono ottimi spiedini di carne, che siano yakitori (prevalentemente di pollo ma anche altri piccoli uccelli) o tsukune (di polpette). Ricordo ancora gli ottimi tsukune mangiati a Nikko.
Non male anche le zuppe e i fritti (tempura).

Ma la vera droga per me erano gli onigiri. Quei famosi triangolini di riso con l'alga, che si vedevano nei cartoni animati giapponesi. Si trovano ovunque, al supermercato, nei distributori. Contengono o un pezzetto di verdura, o un sottaceto, o un umeboshi o un po' di tonno. Il buffo in quel caso è scoprirlo visto che il ripieno era scritto in giapponese! manco un disegnino. In compenso c'era il disegnino di come aprire correttamente l'involucro (i giapponesi metterebbero la plastica a tutto). Nonostante questo, spesso finivo per mangiare la plastica o togliere l'alga!
Sono ottimi come spuntini durante il giorno, altro che dieta. Ti saziano e non ingrassi. Insieme alle bottigliette di te' verde sono il mio grande rimpianto del viaggio in Giappone.

I giapponesi e il fumo

In Giappone, per strada non si puo' fumare. Sui marciapiedi, sulle pedane dei treni e metropolitane, negli spazi comuni è vietato fumare. Cartelli molto austeri o altri abbastanza divertenti e buffi (come questo qui accanto), informano che è assolutamente vietato fumare. se uno proprio ha voglia di accendersi una sigaretta deve cercare le smoking area: piccole "isole" attrezzate con posaceneri, dove le persone possono fumare.
Bello.. si.. ma la cosa buffa è che invece nei ristoranti e locali si puo' fumare.


qual'è la logica? visto che i giapponesi non fanno mai le cose a caso ci ho pensato e ripensato. e ho capito che i giapponesi vietano il fumo per strada non per motivi di salute, ma per l'igiene (per evitare che la gente butti per terra i mozziconi, in tutta Tokyo non ne ho visto nemmeno uno!).
Infatti nei locali chiusi si puo' fumare perchè li ci sono comodi posacenere.
Buffo, eh?
ah ci sono anche carrozze fumatori nei treni. Ricordo un viaggio Shirahama - Tokyo di 3 ore nella carrozza fumatori (perchè non c'era posto) ..sob..

Il clima in Giappone (in estate)

Il periodo migliore per visitare il Giappone è la primavera, quando fioriscono i ciliegi. I giapponesi adorano talmente tanto la fioritura dei ciliegi che fanno picnic sotto gli alberi nei parchi e talvolta nei cimiteri (esiste persino un servizio meteo di previsioni della fioritura dei ciliegi!) oppure in autunno, quando i colori si tingono di rosso e arancione.

Purtroppo io le ferie lunghe (scordatevi di stare meno di 2-3 settimane, ci vogliono almeno 3 o 4 giorni anche solo per assimilare il fuso orario) le posso prendere solo d'estate e visto che avevo trovato un volo ottimo per metà luglio, sono partita il 13 luglio nonostante sapessi che la stagione delle piogge in Giappone dura fino al 20 luglio.
Quello che non potevo immaginare è che al mio arrivo in Giappone avrei trovato un tifone!
Per carità l'occhio del ciclone era da qualche parte nell'oceano e quindi su Tokyo e dintorni c'era "solo" la coda.. ma quel tanto che bastava per far piovere ininterrottamente giorno e notte.
Arrivare a Tokyo con tutto quel cielo grigio che si confonde con il grigio dei grattacieli, non è esaltante..

La temperatura è comunque calda e dopo un po' non provi neppure più a ripararti con k-way e simili (completamente sconosciuti in Giappone) al massimo ti compri per pochi yen (circa 300 ovvero meno di 2 euro) un ombrello di plastica trasparente.
I Giapponesi vanno tutti in giro con questi ombrelli giganti in plastica trasparente e ho il sospetto che molti li abbandonino dopo l'uso.

Nonostante la pioggia, in tutti i luoghi chiusi, che siano negozi, uffici, metropolitane, autobus, taxi.. c'è l'aria condizionata sparata a 1000. I primi giorni è abbastanza traumatico, considerando che la mettono anche di notte..

Ma quando - dopo circa una settimana - è arrivato il sole, devo ammettere che ho imparato ad apprezzarla. Il caldo del Giappone è decisamente insopportabile, con un'umidità molto elevata. Peggiore di quella che ho provato in Tailandia. Anche respirare è difficile e ogni tanto devi entrare in qualche posto con aria condizionata per riprenderti.
Il buffo è che appena spunta il sole le giapponesi tirano fuori l'ombrello, stavolta quello nero, magari di pizzo, per pararsi dal sole. Molte indossano anche guanti, magari fino al gomito per proteggersi dai raggi solari. Le scene più assurde che ho visto sono queste due: una signora che va in bici con ombrello e una signora al mare, con ciambellone e ombrello nero!!
Comunque è caldo, afoso, anche la notte. Quindi se programmate un viaggio in agosto portatevi canottiere e poco più, si suda tantissimo.

I gabinetti giapponesi

I gabinetti giapponesi possono essere un'esperienza davvero divertente.
Allora, in Giappone, ci sono vari tipi di gabinetti. Innanzitutto c'è la distinzione fra gabinetti western style (all'occidentale) e japanese style.
I primi hanno il water, i secondi una specie di buca, tipo alla turca, ma un po' diversa.
In genere nei bagni pubblici si trovano entrambi. Nelle case si trovano quelli occidentali.
I gabinetti stile occidentale sono sempre piuttosto tecnologici: insieme al wc hanno dentro il bidet e altre funzioni, per le quali sono previste persino le istruzioni! All'inizio si rimane un po' perplessi di fronte a tutti quei tasti e schiacciarne qualcuno può strappare una risata.. ma dopo un po' se ne scopre la comodità.
Il più banale è il bidet: un getto d'acqua calda regolabile, da non confondersi con lo spray, che è sempre un altro getto d'acqua calda.. ma ha una funzione diversa!
Oltre a questi, c'è il pulsante riscalda ciambella, c'è quello che simula lo sciacquone (per coprire i rumori!), c'è quello per tirare l'acqua a metà... ecc. ecc.

A volte sopra lo sciacquone c'è un intelligentissimo sistema con un lavandino per cui appena si tira lo sciacquone il rubinetto sopra comincia a scorrere, così uno può lavarsi le mani, e quell'acqua va a finire nello sciacquone, evitando sprechi di acqua.
Buffo che per certe cose i giapponesi siano iper sensibili al riciclo e risparmio energetico, per altre cose invece siano abbastanza spreconi.

Nelle case spesso il wc è in una stanza a sè stante e per accedere si devono indossare ciabattine apposta (visto che in casa si sta scalzi). Nella foto qui accanto si vede sia il lavandino che le ciabattine rosa da bagno!!!
Oltre al wc nei bagni pubblici ci sono tante altre cose: ci sono i vespasiani per bambini (una mamma che viaggia con bambino maschio appresso può fare a meno di farlo entrare dentro con sè!) e mini lavandino annesso; dressing room, fitting room (per cambiarsi?) e tante altre cose. Con tutta questa varietà non c'è da stupirsi di trovarsi di fronte a un pannello come questo
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